Alessandro De Biasio | ceo Cefriel Franco Megali | ceo Siemens Digital Industry Software Marco Bentivogli | Editorialista e scrittore Gianni Dal Pozzo | ceo Considi I PIU' AUTOREVOLI ESPERTI,
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Giuseppe Pasini | ceo Feralpi, pres. Confindustria Lombardia Andrea Pezzi | pres. esecutivo Mint Marco Taisch | Polimi, pres CC Made e Mics Paolo Denti | ceo Oversonic Patrizio Bianchi | economista, già Ministro e Rettore

Umanocentrismo SUMMIT

di Industria Italiana Nuovi modi di produrre attorno all’Uomo: Intelligenza Artificiale, Energia, Collaboration, Automazione & Robotica (anche umanoide) online 21 e 22 aprile ore 10:00 - 1 8:00 REGISTRAZIONE
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Che cos’è l’Umanocentrismo?

La risposta dell’Europa a Cina e USA

Innovazione guidata dalle persone! L’Umanocentrismo non è un ideale astratto né una semplice direzione normativa sostenuta dall’Unione Europea. È una scelta strategica concreta, capace di incidere sulla produttività, generare valore economico reale e permeare ogni ambito dell’attività economica: dalla produzione al lavoro, dai processi organizzativi all’innovazione. Un approccio che abilita la collaboration, abilita modelli di lavoro ibridi e da ovunque, e permette alle persone e ai team di operare in modo più connesso, efficace e continuo.

 

Parlare di centralità umana significa riconoscere che le persone non sono un costo da ottimizzare, ma il vero motore della competitività. Significa progettare modelli di business e sistemi tecnologici ed energetici dove l’efficienza cresce insieme a qualità e sostenibilità.

 

In questa prospettiva, Intelligenza Artificiale, Automazione e Transizione Energetica trasformano il lavoro a misura d’uomo. Non sostituiscono il valore umano, ma lo amplificano, liberando dalle attività ripetitive, permettono alle persone di concentrarsi su progettazione, collaborare e realizzare la vision.

umanocentrismo conference - industria italiana

Che cos’è l’Umanocentrismo?

La risposta dell’Europa a Cina e USA

Innovazione guidata dalle persone! L’Umanocentrismo non è un ideale astratto né una semplice direzione normativa sostenuta dall’Unione Europea. È una scelta strategica concreta, capace di incidere sulla produttività, generare valore economico reale e permeare ogni ambito dell’attività economica: dalla produzione al lavoro, dai processi organizzativi all’innovazione. Un approccio che abilita la collaboration, abilita modelli di lavoro ibridi e da ovunque, e permette alle persone e ai team di operare in modo più connesso, efficace e continuo.

 

Parlare di centralità umana significa riconoscere che le persone non sono un costo da ottimizzare, ma il vero motore della competitività. Significa progettare modelli di business e sistemi tecnologici ed energetici dove l’efficienza cresce insieme a qualità e sostenibilità.

 

In questa prospettiva, Intelligenza Artificiale, Automazione e Transizione Energetica trasformano il lavoro a misura d’uomo. Non sostituiscono il valore umano, ma lo amplificano, liberando dalle attività ripetitive, permettono alle persone di concentrarsi su progettazione, collaborare e realizzare la vision.

umanocentrismo conference - industria italiana

PROGRAMMA DELLE 2 GIORNATE 

DAY ONE – MARTEDÌ 21 APRILE 2026

10.10 – 11.30

Prima Plenaria di apertura. Come cambiano i modi di produrre e di organizzare il lavoro con l’arrivo dell’Intelligenza Artificiale, delle nuove tecnologie di collaboration e automazione (come la robotica umanoide), dei diversi sistemi di gestione dell’Energia.

Con Marco Taisch (docente al Polimi, presidente del Competence Center Made 4.0 e della Fondazione Mics e soprattutto massima autorità sulle tecnologie abilitanti l’Industria); Patrizio Bianchi (economista, già rettore e ministro dell’Istruzione; Giovanni Cauteruccio (CIO e CDO Prysmian); Alessandro De Biasio (ceo Cefriel); Gianni Del Pozzo (Ceo Considi).

 

Cosa succede quando l’intelligenza artificiale entra nei processi decisionali? E quando i robot diventano umanoidi? E quando il lavoro in fabbrica cambia radicalmente? Quando gli algoritmi organizzano il lavoro e i sistemi digitali attraversano fabbriche, supply chain e uffici? Le tecnologie stanno davvero aumentando le capacità delle persone — o stanno introducendo nuove complessità? E sono costi oppure generatori di valore economico concreto?E a quali condizioni?

E soprattutto: è possibile progettare innovazione partendo dalle persone, e non adattandole dopo?

Al centro del confronto di apertura ci sono due voci chiave del pensiero industriale italiano: Marco Taisch, docente di Manifattura Digitale al Politecnico di Milano e presidente del Competence Center MADE e della Fondazione MICS, tra i massimi esperti di tecnologie per l’industria, e Patrizio Bianchi, economista industriale, già Ministro dell’Istruzione e rettore dell’Università di Ferrara. A loro il compito di leggere il cambiamento in corso, mettendo a fuoco perché oggi l’umanocentrismo non è una dimensione accessoria ma una condizione per rendere l’innovazione sostenibile, adottabile e quindi realmente produttiva. E che cosa devono fare le imprese, come si devono organizzare, quali strategie devono seguire.

Accanto a loro, tre prospettive operative che coprono l’intero ciclo dell’innovazione.

Giovanni Cauteruccio, Cio e Chief Digital Officer di Prysmian, rappresenta invece chi queste tecnologie le implementa su scala globale, dentro una grande realtà industriale. Prysmian, leader mondiale nella produzione di cavi per trasportare dati ed energia, è tra le massime imprese industriali italiane, con quasi 20 miliardi di euro di fatturato e presenza in cinque continenti. La sua struttura IT comprende 300 persone e ha un budget annuale di 100 milioni di euro. Se c’è qualcuno che conosce le reali problematiche (e opportunità!) dell’IA nel mondo industriale, quello è Cauteruccio. Il suo intervento si concentra sui casi d’uso concreti: come dati, automazione e AI stanno cambiando progettazione, produzione e gestione delle infrastrutture, quali applicazioni stanno generando impatti misurabili e come si governa il cambiamento in organizzazioni complesse, dove la fiducia diventa un fattore decisivo quanto la tecnologia stessa.

Alessandro De Biasio, Ceo di Cefriel, porta il punto di vista di chi le tecnologie le progetta e le costruisce insieme alle imprese. Il suo contributo entra nel cuore delle difficoltà della trasformazione digitale: perché il valore fatica a emergere, dove si inceppano i processi di adozione e cosa significa, in concreto, progettare soluzioni human-centered fin dalla fase iniziale. Dalla progettazione dei sistemi di intelligenza artificiale fino alla loro integrazione nei contesti organizzativi, il tema è rendere le tecnologie comprensibili, utilizzabili e realmente utili.

Gianni Dal Pozzo, Ceo di Considi, porta infine la prospettiva delle fabbriche e dei sistemi produttivi. Il suo lavoro sul passaggio da Industria 4.0 a Industria 5.0 mette al centro un punto chiave: l’integrazione tra tecnologie e persone non è un equilibrio teorico ma un problema operativo quotidiano.

11.30 – 12.00

Andrea Pezzi, Mint. Intelligenza Artificiale: come cambia le nostre vite, come affrontarla, come mantenere centrali le persone. Il caso Mint. 

Oggi Andrea Pezzi è un imprenditore digitale che opera nel campo dell’intelligenza artificiale e guida un’azienda tecnologica (Mint) da 50 milioni di euro di ricavi, specializzata in comunicazione, pubblicità e altre aree critiche delle aziende. Un manager che lavora sull’automazione dei processi, sull’integrazione tra dati e decisioni, sulla costruzione di modelli organizzativi evoluti. Ma prima di diventare un founder tech, per oltre vent’anni Pezzi è stato uno dei volti più noti della televisione italiana: DJ simbolo di MTV negli anni Novanta e Duemila, autore e conduttore di programmi che hanno segnato un’intera generazione, protagonista di una stagione in cui linguaggi, media e cultura pop stavano cambiando pelle.

Nel 2014 Andrea Pezzi cambia vita e fonda Mint.

Mint è una Sas, una piattaforma di AI agentica che gestisce il workflow dei media per i grandi clienti. In pratica, automatizza e governa i processi di media planning e media buying attraverso un modello di Advertising Resource Management (ARM). Così, trasforma l’advertising in un sistema integrato, misurabile e gestibile come una vera infrastruttura aziendale. Peraltro la sua tecnologia si integra con i sistemi enterprise delle aziende — dai CRM ai software finanziari — e consente di pianificare, attivare e ottimizzare campagne in modo automatizzato, mantenendo il controllo strategico nelle mani delle persone.

Cosa chiederemo ad Andrea Pezzi?

Gli chiederemo anzitutto che cosa sta accadendo davvero nel mondo dell’intelligenza artificiale. Non la narrazione, ma i fatti: cosa significa oggi parlare di sistemi agentici, di aziende in cui processi e decisioni possono essere governati da algoritmi. Gli chiederemo se il lavoro, così come lo abbiamo conosciuto finora, è destinato a cambiare radicalmente. Se davvero ci stiamo avvicinando a organizzazioni in cui molte funzioni — dalla pianificazione alla gestione finanziaria — possono essere automatizzate. E soprattutto: cosa succede al senso del lavoro quando l’azione umana non è più necessaria per produrre valore? Se l’essere umano non è più chiamato a risolvere problemi operativi, quale spazio resta alla sua intelligenza, alla sua motivazione, alla sua crescita? Gli chiederemo cosa significa costruire un modello “human led”: non una tecnologia che sostituisce, ma una tecnologia che potenzia. Quali condizioni servono perché l’AI aumenti il valore delle competenze anziché svuotarle.

11.55 – 12.15

Marco Bentivogli: come cambia il modo di produrre con AI e Robotica. E come adeguare organizzazioni, lavoratori, operai. E politica industriale.

Quando l’intelligenza artificiale entra in fabbrica, che cosa succede davvero al lavoro umano? E soprattutto, chi governa chi: gli algoritmi o le persone? Di questo parlerà Marco Bentivogli, tra le voci più autorevoli in Italia sui temi di innovazione industriale e trasformazione del lavoro.

Bentivogli, già segretario generale della Fim-Cisl e promotore del manifesto «AI: reMade Italy», porterà una riflessione concreta su un tema che riguarda tutte le imprese manifatturiere: come cambiano competenze, responsabilità e ruoli delle persone nella fabbrica guidata da dati e algoritmi. Negli ultimi mesi, insieme a Giuliano Noci del Politecnico di Milano, ha proposto una visione precisa: l’intelligenza artificiale può diventare un acceleratore della manifattura italiana solo se viene integrata con conoscenza industriale, esperienza di fabbrica e capacità decisionale delle persone.

La domanda è semplice, ma decisiva: nella fabbrica dell’AI il lavoro umano verrà sostituito o diventerà ancora più centrale?

Durante il Summit Bentivogli affronterà proprio questo nodo: come trasformare il patrimonio di competenze della manifattura italiana – fatto di esperienza, intuizione e conoscenza pratica – in un vantaggio competitivo nell’era dei dati.

12.15 – 14.00

SPAZIO DEDICATO A ENERGIE RINNOVABILI NELL’INDUSTRIA, PRODUZIONE DI ENERGIA, RAPPORTO CON L’ACCIAIO (E ANDAMENTO DELL’INDUSTRIA SIDERURGICA STESSA).

Approfondite discussioni con Giuseppe Pasini (ceo Feralpi e presidente Confindustria Lombardia), Carlo Mapelli (docente siderugia Politecnico di Milano, fra le massime autorità su questi argomenti), Andrea Benveduti (Senior VP Ansaldo Energia).  E altri relatori in via di definizione

14.00 – 15.00

Arrivano i robot umanoidi. A che cosa servono in fabbrica? Quali cambiamenti porteranno? Come si integreranno con i lavoratori?

Con Paolo Denti, ceo di Oversonic, la prima azienda italiana a costruire un robot industriale umanoide funzionante. Giorgio Ferrandino, ceo di Sew Eurodrive, azienda di automazione che produce anche in Italia e usa il robot di Oversonic nelle sue fabbriche. Alessandro Fauda di Vhit Robotics, una start-up dentro la Vhit Weifu guidata da Corrado La Forgia. E il professor Paolo Rocco, docente di Robotica Industriale al Polimi. 

 

Che cosa possono fare davvero i robot umanoidi oggi? E che cosa potranno fare in futuro? Rimpiazzeranno davvero l’uomo in alcuni lavori? Quali novità ci riserva la robotica umanoide cinese? E soprattutto: i business leader di oggi, quale utilizzo concreto degli umanoidi possono fare nelle proprie aziende? Il tentativo di fornire risposte – o almeno suggestioni solide, fondate su casi reali e non su effetti annuncio – sarà al centro della sessione.

La robotica antropomorfa è uno dei cambiamenti più profondi oggi in atto. Non è solo un’evoluzione tecnica, ma una possibile ridefinizione dei processi produttivi, dei modelli organizzativi e del rapporto tra uomo e macchina. Eppure, nel dibattito pubblico, il tema oscilla spesso tra entusiasmo acritico e scetticismo superficiale. Il Summit proverà a riportarlo su un terreno industriale.

15.00 – 15.30

Ergonomia Cognitiva: un nuovo modo di produrre nella fabbrica digitale, robotizzata e con l’IA.

Con Andrea Secco (Bosch Rexroth) e Sergio Terzi (ordinario di Tecnologie Industriali Polimi).

L’obiettivo dell’incontro è spostare il dibattito dalla sola automazione alla progettazione intelligente del lavoro industriale. Come si può aumentare la produttività senza aumentare la pressione sugli operatori? E in che modo la tecnologia può adattarsi alla persona, anziché chiedere alla persona di adattarsi alla macchina? Sono tra le domande a cui Sergio Terzi, Professore Ordinario di Tecnologie Industriali al Politecnico di Milano, e Andrea Secco, Business Unit Manager di Bosch Rexroth e responsabile della business unit Linear and Assembly Technologies.
Andrea Secco illustrerà come ergonomia fisica e cognitiva possano ridurre stress e complessità operativa, liberando produttività nascosta nelle linee di assemblaggio e nella logistica. Se l’automazione ha ridotto lavori ripetitivi e usuranti, ha anche introdotto nuovi livelli di complessità che oggi devono essere gestiti attraverso una progettazione più intelligente delle interazioni uomo-macchina.

15.30 – 15.50

Dalle nuove frontiere della Lean alla fabbrica Umanocentrica. Con Gianni Del Pozzo, ceo Considi.

Del Pozzo interverrà per discutere – con il direttore Filippo Astone e con i lettori che vorranno partecipare – dell’impatto di Intelligenza Artificiale e automazione sui processi industriali. Con un taglio orientato alla messa a terra: come passare dai piloti alla creazione di valore misurabile in operations, supply chain e organizzazione. La traiettoria è coerente con l’impostazione che Considi attribuisce alla trasformazione 4.0: non un esercizio “tech-first”, ma un percorso in cui la tecnologia abilita (e accelera) un modello operativo e organizzativo che deve reggere nel tempo—con competenze, processi e governance. Inoltre, si parlerà di un argomento su cui Considi ha accumulato tra le massime conoscenze in Europa: la metodologia. Che trova nuova linfa proprio dai recenti aggiornamenti tecnologici in ambito robotica e Intelligenza Artificiale.

15.50 – 16.10

Intervento Deloitte. L’impatto dell’Intelligenza Artificiale nei processi di HR. Relatore in via di definizione

16.10 – 16.30

Intelligenza Artificiale, robotica e nuove tecnologie: come cambiano i business model. Con Alessandro De Biasio, Ceo Cefriel

16.30 – 17.00

Intervento EY Consulting. Titolo in via di definizione. Con Stefano Venchi, EY Technology Consulting

17.00 – 17.20

Intervento Madeinadd. Titolo e Relatore in via di definizione

17.20 – 18.00

Come si digitalizza davvero una fabbrica. Con Corrado La Forgia (Vhit), Riccardo Sesini (Vhit) e Giovanni Besozzi (Bosch Sds).

DAY TWO – MERCOLEDI’ 22 APRILE 2026

10.10 – 11.30

Seconda Plenaria di apertura. Intelligenza Artificiale, Robotica Umanoide ed Energia. Modera Luca Manuelli. Con Stefano Da Empoli, presidente di I-Com; Flavio Tonelli, docente all’Università di Genova; Franco Megali, ceo per Italia, Israele e Grecia di Siemens Digital Industries Software; Pietro Almici, presidente di Confindustria Anima e titolare Carpenteria Meccanica Almici.

 

Cosa succede quando l’intelligenza artificiale entra stabilmente nei sistemi industriali? Quando non è più solo una tecnologia, ma un’infrastruttura che attraversa progettazione, produzione, manutenzione e decisioni? E cosa implica questo quando si innesta su due dimensioni altrettanto decisive: da un lato l’evoluzione della robotica — sempre più avanzata — e dall’altro il tema, tutt’altro che secondario, dell’energia e delle infrastrutture che rendono possibile questa trasformazione? Se l’AI diventa il cervello dei sistemi industriali, robotica ed energia ne sono rispettivamente il corpo e le condizioni di funzionamento. La domanda allora cambia: non è più solo cosa può fare la tecnologia, ma come si tiene insieme questo equilibrio — e chi lo governa.

11.30 – 12.00

Innovazione – sessione in via di definizione

12.00 – 12.30

Marco Taisch e Made 4.0 parlano delle applicazioni concrete dell’Intelligenza Artificiale nelle attività di produzione

12.30 – 13.00

Intervento di Strategia & Controllo Servitization come nuova frontiera della produzione e il nuovo umanesimo industriale. Con Alessandra Gruppi CEO di Strategia & Controllo) 

13.00 – 13.20

Intervento Cisco sulle nuove frontiere della collaboration. Tecnologie potentissime per collaborazione uomo-uomo; uomo-Intelligenza Artificiale; Intelligenza Artificiale-Intelligenza Artificiale. Con Michele Dalmazzoni,  Director Collaboration South EMEA, Cisco

13.20 – 13.40

Intervento Miraitek Titolo in via di definizione. Con Marino Crippa

13.40 – 14.00

Intervento Cefriel Titolo in via di definizione. Con Nadia Scandelli

14.00 – 14.20

Intervento Autodesk titolo in via di definizione. Con Samuele Gallazzi Sales Account Executive Autodesk Italia

14.20 – 14.50

Intervento Siemens Digital Industries Software titolo in via di definizione. Con Katia Gatti, Presales Director Siemens Digital Industries Software

14.50 – 15.20

Intervento Deloitte – Titolo e relatore in via di definizione

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